Il progetto Accompagnami nel mio mondo realizzato dall’associazione la Tartaruga Onlus con il sostegno del Comune di Monte Porzio Catone e dell’Istituto comprensivo Don Milani ha fatto il suo debutto presso la Vasca multisensoriale quest’anno.

Il 22 novembre u.s. sono stati ufficialmente presentati i “risultati” alla presenza del sindaco, vice sindaco, servizi sociali, Istituto tecnico professionale Maffeo Pantaleoni di Frascati, ragazzi, famiglie ed insegnanti dell’I. C. Don Milani di Monte porzio Catone.

Il progetto ha visto protagonisti i ragazzi della scuola secondaria di primo grado in un percorso arricchente, in termini esperenziali, umani ed emozionali. Attraverso la condivisione, con altri compagni di classe e un'esperienza in ambiente multisensoriale e vasca snoezelen, il progetto mira a sviluppare competenze pro-sociali ed empatiche che, nella società attuale, sono una risorsa importante, nei ragazzi.... gli uomini e donne di domani. L'approccio consente di mettere tutti sullo stesso piano, anche coloro che hanno difficoltà diverse.... dando occasione quindi di riscoprire il proprio amico o amica di scuola sotto un'altra luce... e magari vedere la realtà di tutti i giorni con occhi diversi …. nuovi.

Questo tipo di esperienza può aiutare ad affrontare la quotidianità da un'altra angolazione, dare diverse chiavi di lettura di una stessa realtà, offrire gli spunti per poter/voler approfondire il tema della disabilità dal punto di vista umano e non medico..... provare a vedere oltre il deficit e scoprire il mondo che c'è dietro....

Il progetto è stata un’esperienza pilota che può essere replicata in altre realtà scolastiche. Sono stati presentati video delle attività e testimonianze dei ragazzi, degli insegnanti e dei genitori. L’intento è di dare spunti e suggerimenti per poter affrontare il tema della disabilità e delle diverse abilità. Proprio su questa sottile, ma quanto mai importante, differenza si fonda tutto il lavoro dell’integrazione scolastica e sociale delle persone disabili. Il punto non è tanto il soffermarsi sulla disabilità, bensì, partendo dalla conoscenza di questa, saper mettere in luce le diverse abilità e gli aspetti positivi che ne possono emergere.

L’idea di base è quella di determinare percorsi di conoscenza sui concetti della disabilità e della diversità, al fine di sensibilizzare sui bisogni specifici dei compagni diversamente abili e sull’attenzione che ognuno di noi può destinare a questi argomenti.

“Se non vedi non credi”

se non vivi il deficit non lo comprendi e se non lo comprendi non puoi viverlo in modo naturale

Si può parlare di handicap in modo serio e chiaro, ma anche giocando e sorridendo insieme, in maniera tale da non creare nei più giovani un eccessivo senso di ansia e gravità verso l’argomento, sentimenti, questi, che non contribuiscono di certo a favorire una buona integrazione.

Abbiamo tanto da imparare su come la conoscenza, accompagnata dalla competenza, permetta di affrontare qualsiasi argomento con un meraviglioso senso di “leggerezza” che non equivale assolutamente a “superficialità”. Nei bambini e ragazzi fino alle medie c'è spesso più capacità di affrontare tali temi di noi adulti. Infatti, in loro non si è ancora radicato il pregiudizio, la curiosità inutile e fine a se stessa, ma vi è solo sete di conoscenza e volontà di affrontare i problemi in modo diretto e corretto, per essere in grado di accompagnare al meglio il cammino dei loro compagni e di tutte le persone in difficoltà. Nel contempo, ci si prefigge (e questo forse è ancora più importante) di far conoscere l'handicap nelle classi in modo totalmente nuovo, attraverso il gioco semplificato e adattato perché l'handicap quasi si annulli.

INSOMMA ! Un’esperienza da fare e da ripetere!